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Cellule staminali e diabete di tipo 1: tutte le novità

Recenti studi hanno dimostrato che l’impianto di cellule staminali in soggetti diabetici, può portare alla produzione di insulina. Questa scoperta, ancora in fase di ricerca, potrebbe rivelarsi una vera e propria svolta per la medicina. Vediamo più dettagliatamente i risultati di questa ricerca.

 

Cos’è il diabete di tipo 1?

 

cellule staminali

 

Il diabete mellito di tipo 1 è una malattia cronica del metabolismo che emerge quando il pancreas non riesce a produrre insulina. Questo avviene a causa della distruzione delle cellule beta da parte del sistema immunitario. Senza le cellule beta e quindi senza l’insulina, il corpo non riesce a regolare i livelli di zuccheri nel sangue, condizione detta iperglicemia cronica. Questa condizione, nociva per l’organismo, viene tenuta sotto controllo con una terapia giornaliera che consiste nella somministrazione di insulina previo costante monitoraggio della glicemia.

 

Cellule staminali per contrastare il diabete di tipo 1: lo studio

 

cellule staminali

 

Recenti studi hanno portato alla luce una possibile soluzione al diabete di tipo 1, soluzione che potrebbe trasformarsi in una cura definitiva.

 

  • La ricerca pubblicata su Cell Stem Cell 

 

I Ricercatori della British Columbia University guidati da Timothy Kieffer, hanno riportato sulla rivista Cell Stem Cell i risultati di uno studio approfondito fatto sulle cellule staminali. Questo studio ha dimostrato, che grazie al trapianto di queste cellule, i pazienti affetti da diabete tipo 1 hanno iniziato a produrre insulina.

Si tratta di un esperimento iniziato circa un anno fa e condotto su un campione ridotto di persone a cui sono state impiantate piccole capsule contenti, appunto, le cellule staminali. Ne è emerso che, a distanza di 26 settimane dall’impianto, non solo le cellule staminali riescono a sopravvivere, ma sono effettivamente in grado di produrre insulina (in base al livello di glucosio presente nel corpo dopo i pasti). Dopo un anno, quindi, hanno constatato che il bisogno di insulina nei pazienti si è ridotto del 20%.

Al momento non sono emersi effetti collaterali gravi dopo l’impianto. Solo due pazienti, infatti, hanno manifestato problemi a causa della terapia immunosoppressiva necessaria per scongiurare un rigetto.

 

  • La ricerca pubblicata su Cell Reports Medicine

 

Un secondo studio, pubblicato su Cell Reports Medicine condotto dal gruppo di Howard Foyt della ViaCyte su un campione di 17 pazienti, ha prodotto dati altrettanto interessanti: nel 63% dei casi, a 3-12 mesi dall’impianto di cellule staminali, è avvenuta produzione di insulina. Anche in questo caso sono emersi problemi relativi alla terapia immunosoppressiva necessaria per l’impianto delle cellule staminali.

 

Un’ottima notizia, ma siamo solo all’inizio

 

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Questa soluzione si può definire allo stato embrionale, poiché sono ancora molti gli aspetti da verificare. Trovare il miglior sito di impianto, comprendere se l’efficacia del trattamento sia o meno a lungo termine, valutare l’eliminazione della terapia immunosoppressiva, sono solo alcuni. Detto questo, la possibilità che in futuro si possa ricorrere a una cura definitiva tramite cellule staminali per una malattia diffusa già in tenera età come il diabete di tipo 1, è sicuramente motivo di speranza. Ad oggi, infatti, i diabetici devono quotidianamente sottoporsi a monitoraggio e iniezioni che, in ogni caso, non prevengono gli inevitabili problemi di salute dovuti alla malattia.

 

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