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Demielizzazione: c’è davvero un legame tra sclerosi multipla e mononucleosi?

Alcuni studi condotti dalla Chan School of Public Health di Harvard (Stati Uniti) hanno dimostrato che c’è un legame tra l’infezione da virus di Epstein-Barr (che provoca la mononucleosi) e lo sviluppo della sclerosi multipla. Vediamo insieme cosa sono queste due malattie e come la famosa “malattia del bacio” contribuisce alla demielizzazione.

 

Sclerosi multipla: cos’è?

 

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La sclerosi multipla è una malattia neurologica che porta alla progressiva perdita del controllo muscolare. Ciò avviene perché il sistema immunitario inizia a distruggere la mielina (demielizzazione). La mielina è la sostanza che riveste le fibre nervose con lo scopo di proteggere i neuroni e quindi utile per la corretta conduzione degli impulsi cervello-corpo.

Sono circa 3 milioni le persone nel mondo con questa malattia cronica degenerativa che colpisce prevalentemente le donne. Purtroppo, ad oggi, non è ancora stata trovata una cura ma non solo. Non è ancora chiaro, infatti, quali siano le cause scatenanti, ma si suppone possano derivare da una serie di fattori genetici e ambientali.

 

Mononucleosi: la malattia del bacio

 

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La mononucleosi, comunemente conosciuta come la “malattia del bacio”, è un’infezione da virus Epstein-Barr, appartenente al ceppo degli herpes virus. Si tratta di una malattia che si trasmette attraverso la saliva e che colpisce i linfociti B del sistema immunitario. Si manifesta con sintomi come stanchezza, malessere e astenia e, nella fase più acuta, con faringite, febbre e squilibri nei valori del sangue. Molto spesso non si sa di averla proprio per via dei sintomi simili a una comune influenza. Solo in alcuni casi può rivelarsi più importante coinvolgendo linfonodi, milza, fegato ma anche cuore, polmoni e sistema nervoso centrale. Ha un’incubazione che va dai 30 ai 50 giorni e non ci sono cure specifiche.

 

Lo studio

 

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Lo studio, condotto dall’italiano Alberto Ascherio e pubblicato sulla rivista Science, ha dimostrato che i soggetti che hanno contratto la mononucleosi sono 32 volte più a rischio di manifestare la sclerosi multipla.

Da tempo, infatti, si suppone che sia un virus a provocare la demielizzazione e, tra quelli presi in esame, il virus Epstein-Barr, pare sia tra i più quotati. Si è giunti a questa conclusione poiché è stata notata una forte concentrazione di anticorpi contro questo virus nelle persone affette da sclerosi multipla. Inoltre, in alcune precedenti ricerche, era stato notato un nesso tra la mononucleosi e la distruzione della mielina.

Ma perché la sclerosi multipla si manifesta a distanza di anni dalla mononucleosi? Il motivo è dovuto al fatto che l’infezione da EBV (Epstein-Barr Virus) può rimanere latente e continuare a causare danni (demielizzazione) nel tempo che, a lungo andare, si manifestano poi con l’insorgenza della sclerosi multipla. Attenzione: non è detto che tutti coloro che hanno contratto l’EBV sono destinati ad ammalarsi di sclerosi multipla. Semplicemente hanno più possibilità che ciò accada.

 

Possibili rimedi

 

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Il legame certo tra la demielizzazione, quindi l’insorgenza di sclerosi multipla, e l’infezione da EBV, potrebbe essere la chiave per la ricerca di possibili rimedi. Uno fra questi è sicuramente il vaccino contro il virus Epstein-Barr (in fase di studio un prodotto a mRNA) che, evitando l’infezione potrebbe aiutare a prevenire l’insorgere della sclerosi multipla.

 

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