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Emicrania: tutte le novità

L’emicrania è un disturbo che colpisce circa un miliardo di persone al mondo, apparentemente senza una causa specifica. L’unica cosa certa, fino a poco tempo fa, era la predisposizione genetica. E proprio sulla base di queste precedenti ricerche, l’International Headache Genetics Consortium, coordinato dall’Università di Helsinki, ha condotto uno studio fondamentale. Ma non è tutto. Recentemente è stato scoperto, proprio nel nostro Paese, la correlazione tra emicrania con aura e un difetto cardiaco genetico.

 

Emicrania: la mappatura dei geni responsabili

 

dna

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Genetics, consiste nella scoperta di 123 regioni del genoma associate all’emicrania. La ricerca ha visto la partecipazione di 872mila individui di cui 102mila con emicrania. I dati emersi hanno portato alla conclusione che nella maggior parte dei casi, i pazienti soggetti a emicrania presentavano la stessa variante generica. La scoperta ha portato alla mappatura di geni specifici e distintivi oltre a quelli condivisi dai due sottotipi più comuni, con o senza aura (fenomeno visivo che precede gli attacchi).

Lo studio ha inoltre confermato la possibile origine neuro-vascolare dell’emicrania. Non a caso, due dei geni scoperti sono già bersaglio di due recenti farmaci entrati in uso clinico proprio per contrastare questo disturbo. E proprio grazie a questa mappatura genetica, sarà possibile studiare nuove terapie.

 

Emicrania con aura e difetto cardiaco genetico: la scoperta italiana

 

emicrania

 

La recente ricerca tutta italiana, condotta dal Centro Cardiologico Monzino e l’Università Statale di Milano, ha portato alla scoperta di una possibile correlazione tra l’emicrania con aura e un difetto cardiaco congenito (PFO, Forame Ovale Pervio). Dallo studio, pubblicato nel mese di aprile 2022 sul Journal of American College of Cardiology Basic to Translational Science, è emerso che nel 70% dei soggetti analizzati, l’intervento di chiusura del PFO ha portato a una regressione delle crisi di emicrania.

In particolare i ricercatori hanno scoperto che il sangue di pazienti con emicrania e PFO ha un numero elevato di piastrine e che proprio la chiusura del PFO ha portato a una diminuzione dello stress ossidativo e quindi dell’attivazione piastrinica. Questa scoperta è importante soprattutto perché porterebbe i pazienti a evitare le cure farmacologiche necessarie per ridurre lo stress ossidativo (terapia utile ma cronica perché non risolve il problema a monte).

 

emicrania, mal di testa

 

In ogni caso, le persone soggette a emicrania ripetuta, devono capire le possibili cause del disturbo. Che si tratti di stress, di difetti alla vista, della postura o di squilibri ormonali, bisognerà fare in modo che il nostro paziente scopra il motivo del disturbo.

 

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