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Gestione del diabete in Italia: la nuova position paper proposta da AMD e SIDI

L’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società Italiana di Diabetologia (SIDI) hanno proposto una position paper per definire un nuovo modello di gestione del diabete in Italia. Vediamo di cosa si tratta.

Gestione del diabete: la proposta

 

diabete

 

Il modello di gestione del diabete è stato proposto all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dalle due Società Scientifiche sotto forma di position paper. Lo stesso è stato proposto anche alle Commissioni XII di Camera e Senato e alla Conferenza delle Regioni. Lo scopo è quello di migliorare l’assistenza dei pazienti con questa patologia, potenziando i centri multi-professionali, migliorando il rapporto Medico di Base – Specialista e sviluppando servizi come la telemedicina.

Di seguito il commento di Graziano Di Cianni, presidente dell’AMD:

“Le risorse del PNRR rappresentano l’opportunità per rafforzare e ottimizzare la medicina di prossimità, ma l’obiettivo della diabetologia, che abbiamo cercato di sintetizzare nel position paper, è quello di potenziare ed efficientare l’attuale modello di gestione, senza rinunciare all’approccio multiprofessionale, garantito dall’assistenza specialistica del team diabetologico, e all’allargamento dell’accesso alla diagnosi e ai percorsi di cura omogeneo su tutto il territorio nazionale senza distinzioni a livello delle singole regioni, che può essere assicurato soltanto da un’architettura “a rete” del modello di presa in carico, all’interno della quale la Medicina generale è sempre più inclusa e operativa”.

Position paper: i 7 punti proposti dalle Società Scientifiche

 

gestione del diabete

 

L’AMD e la SIDI hanno sviluppato una posizion paper per la gestione del diabete. Di seguito i 7 punti fondamentali:

  1. potenziare la rete diabetologica che si dovrà basare su centri multi-professionali ospedalieri o territoriali
  2. inserire i professionisti isolati nei centri multi-professionali affinché la rete diabetologica sia più efficace
  3. articolare la rete in 300-400 centri multi-professionali ognuno dei quali dovrà assistere 15mila pazienti
  4. dedicare una parte dei fondi per l’assunzione e la formazione di personale dedicato
  5. migliorare la collaborazione tra Medici di Base e Specialisti (endocrinologi e diabetologi) prevedendo la presenza dei membri del Team diabetologico nelle Case e negli Ospedali delle Comunità e nelle RSA
  6. potenziare la digitalizzazione per migliorare l’assistenza medico-paziente (teleconsulti, teleassistenza, condivisione dati clinici ecc.)
  7. rafforzare funzioni e professionalità dei diabetologi con una formazione a livello manageriale per migliorare il loro ruolo di coordinatori del percorso di cura.

 

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